Quando ho iniziato a lavorare su di me, ho capito quanto fosse importante continuare anche a casa. Riprendere una domanda, scrivere un pensiero, provare a osservare una reazione nella vita di tutti i giorni.

Oggi, come psicologa, so quanto possa essere utile dare continuità a un percorso anche tra un incontro e l’altro. E, come persona che continua a lavorare su di sé, ne conosco il valore perché l’ho sperimentato su di me.

A volte capiamo qualcosa, ci colpisce, diciamo: “Questa me la devo ricordare”. Poi torniamo alle nostre giornate e quella riflessione finisce dietro alla spesa, al lavoro e alla lavatrice che aspetta da ieri.

Ho creato il manualino, l’agenda, le carte e i biglietti pensando anche a questo: avere qualcosa da riprendere in mano, una domanda da cui partire, uno spazio in cui scrivere.

Sono supporti che propongo per accompagnare la riflessione e la conoscenza di sé. Il modo di usarli può cambiare da persona a persona, e anche da un momento all’altro della nostra vita.

Manualino di crescita personale
Fotografia del manualino

Il Manualino di crescita personale l’ho scritto prima di diventare psicologa. Dentro ci sono le mie riflessioni, la mia creatività e anche la mia parte più spirituale.

È un libro che racconta quella fase del mio percorso, attraverso parole, immagini e un linguaggio a volte simbolico. Le riflessioni spirituali esprimono una sensibilità personale, distinta dalle conoscenze psicologiche fondate sulla ricerca.

L’ho chiamato “manualino” perché volevo che fosse semplice da leggere e da riprendere. Dopo averlo scritto, l’ho addirittura dimezzato: sì, ogni tanto riesco anche a tagliare qualcosa.

Contiene disegni e schemi, otto esercizi e una meditazione guidata dalla mia voce, accessibile attraverso un QR code.

Puoi leggerlo, sottolineare ciò che ti colpisce e provare un esercizio. Mi piacerebbe soprattutto che diventasse un’occasione per farti delle domande e raccogliere le tue riflessioni, anche quando sono diverse dalle mie.

Puoi tornarci dopo un po’ e osservare che cosa è cambiato nelle tue risposte. Oppure fermarti su un solo passaggio e dedicargli il tempo che ti serve.

Quaderno e penna
Fotografia del quaderno

Accanto a questi strumenti, ti propongo di tenere un quadernino tutto tuo.

Puoi scriverci quello che ti viene in mente: una domanda, una frase, un’emozione, un’idea, qualcosa che ti ha infastidito o che vorresti comprendere meglio.

Può accogliere anche gli spunti emersi durante un percorso psicologico. Le eventuali attività da svolgere tra gli incontri si possono concordare insieme, tenendo conto dei tuoi bisogni e di ciò su cui stai lavorando.

A volte scrivere permette semplicemente di ritrovare un pensiero che altrimenti avremmo dimenticato. Altre volte, rileggendo, possiamo accorgerci di qualcosa che ritorna o guardare una situazione con un po’ più di distanza.

Quel quaderno è uno spazio per te. Puoi scrivere male, cancellare, disegnare, incollare immagini. Nessuno deve darti un voto e, soprattutto, nessuno ti interrogherà sulla pagina lasciata vuota.

Il telefono è comodo, lo so. Ma lo apriamo per annotare una cosa e troviamo un messaggio, una notifica, un’altra cosa da controllare. Dopo dieci minuti siamo ancora lì e il pensiero iniziale è andato a farsi un giro.

Per questo mi piace l’idea di ritagliare un momento per carta e penna.

Scrivere a mano è un’attività diversa dal digitare: tracciamo le lettere, seguiamo il movimento e vediamo le parole prendere forma.

Anche la ricerca ha osservato differenze tra queste attività. Uno studio EEG del 2024, condotto su 36 studenti, ha rilevato una maggiore connettività tra alcune regioni cerebrali durante la scrittura con una penna digitale rispetto alla digitazione. Il risultato va letto considerando i limiti dell’esperimento e non dimostra, da solo, benefici per la crescita personale.

Per me conta anche una cosa molto concreta: aprire un quaderno può aiutarci a creare uno spazio lontano dalle notifiche, dedicato a ciò che stiamo scrivendo.

Agenda Mamomè
Fotografia dell’agenda

A volte, però, davanti alla pagina bianca ci blocchiamo. “Come sto?”. Boh. Bella domanda. Prossima domanda?

Ho creato Mamomè — Mi Amo, Amo Me anche per offrire un punto da cui partire.

È un’agenda con 186 esercizi distribuiti in sei mesi, tra domande, scrittura e attività creative, e due meditazioni guidate. Senza date prestabilite, puoi iniziare quando vuoi.

Una proposta già scritta può aiutarti a soffermarti su qualcosa che, da sola, magari non avresti pensato di osservare. Puoi rispondere nell’agenda e continuare sul tuo quaderno, se senti di avere altro da aggiungere.

Gli esercizi che propongo sono occasioni di autoosservazione: puoi scegliere quelli che ti sono utili e adattarli ai tuoi tempi.

L’intenzione è trovare un piccolo appuntamento con te stessa che possa entrare nella tua quotidianità.

Per me dare continuità significa tornare a ciò che stiamo imparando e provare a portarlo nelle situazioni concrete.

Un esercizio può far emergere uno spunto. Poi possiamo chiederci: “Che cosa me ne faccio oggi? C’è un piccolo gesto che posso provare?”.

Per ricordarti questo momento, puoi collegarlo a un’abitudine che hai già: dopo la colazione, quando rientri a casa o prima di andare a dormire. La ripetizione in un contesto riconoscibile può aiutare a costruire un’abitudine.

Bastano anche poche righe. E se salti un giorno, puoi riprendere.

Abbiamo già parecchie cose da fare: sarebbe un peccato trasformare anche il momento per noi nella voce numero ventisette della lista dei doveri.

Carte Un messaggio per te
Fotografia delle carte

Anche le carte “Un messaggio per te” possono offrire un punto di partenza.

Ogni carta contiene un’illustrazione e due messaggi, uno sul fronte e uno sul retro. Puoi sceglierne una guardando le immagini oppure pescarla e osservare ciò che ti suscita.

Una frase può ricordarti una situazione. Un’immagine può richiamare una sensazione. Una domanda può farti notare un aspetto che avevi trascurato.

Puoi poi aprire il quaderno e scrivere:

  • Che cosa mi colpisce di questa carta?
  • Che cosa mi fa venire in mente?
  • Come si collega a quello che sto vivendo?

Il valore sta nella riflessione che nasce dall’incontro tra quello spunto e la tua esperienza. Puoi usarla per esplorare una domanda, lasciando a te la scelta di come rispondere e agire.

Biglietti PerStareBene
Fotografia dei biglietti

Con i biglietti PerStareBene di Eccomi ho raccolto alcune attività in un percorso più piccolo, da dedicarsi o regalare.

Contengono domande, esercizi creativi, una mappa e una Cremessenza bidose. Attraverso i QR code puoi ascoltare la meditazione dedicata alla crema e accedere agli altri contenuti del percorso.

Coltiva la Gioia e Abbraccia la Serenità includono una mappa delle emozioni; Di quale coccola ho bisogno?, chiamato anche Biglietto Coccola, contiene una mappa dei bisogni.

Puoi cominciare dalle domande e dalla mappa, poi accompagnare la pausa con il massaggio della crema, prestando attenzione al contatto, al profumo e alle sensazioni sulla pelle.

Mi piace anche la possibilità di aggiungere una dedica: poche parole scritte pensando proprio alla persona che lo riceverà. Le domande e la mappa restano disponibili per essere riprese, e una parte dell’illustrazione può essere conservata o riutilizzata.

Ho creato questi strumenti per offrire piccoli aiuti a cui tornare: una lettura, una domanda, un esercizio, un’immagine.

Puoi usarne uno, alternarli oppure cominciare dal quaderno che hai già in casa.

Quello che mi interessa è che tu possa trovare un modo di continuare ad ascoltarti anche nella vita di tutti i giorni.

Con curiosità, con i tuoi tempi e con la possibilità di scoprire qualcosa che prima non avevi notato.

Per approfondire i riferimenti citati: scrittura a mano, limiti dello studio, formazione delle abitudini.